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Le aziende che investono nello sport hanno appeal e ritorni maggiori

2 Set 2020 | Redazionale Aziende

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Le aziende che intendono investire in questi tempi economici incerti, sull’immagine del proprio brand o sulla promozione dei propri prodotti, trovano maggiore stabilità e prevedibilità nel mondo dello sport, con un notevole aumento del proprio appeal verso i suoi consumatori.
È un dato di fatto appurato.
Perciò, potresti continuare a leggere questo articolo per capire perché altre aziende hanno investito in comunicazione nei luoghi cult dello sport oppure, considerare direttamente questa proposta di investimento su SportinPuglia.

Guardare al professionismo per replicarlo nel dilettantismo

Sponsorizzazione sportiva - bannerI grandi marchi, le multinazionali, le aziende da milioni e milioni di fatturato, investono costantemente e felicemente nelle società sportive che esistono anche dai primi anni del 1900. Sono realtà che ogni anno attraggono migliaia di tifosi, appassionati dello sport o veri e propri “fedeli”. La squadra viene seguita in lungo e largo, negli stadi, nei palazzetti dello sport, in televisione, ma soprattutto grazie ai nuovi strumenti di comunicazione, il tifoso, l’appassionato ha la possibilità di interagire direttamente con la sua squadra del cuore sui canali social della società.
Lampante è il caso delle società professionistiche di calcio, ma ciò accade anche nella pallavolo, nel basket. Cioè nelle maggiori discipline nazionali.
Queste nuove dinamiche comunicative hanno fatto si che gli investitori, le aziende, che indirettamente si propongono ai fan delle società sportive, ci guadagnano in popolarità, prestigio, ma soprattuto, i nuovi media digitali, hanno reso i tifosi una base di potenziali consumatori dei prodotti del brand.
Parliamo di aziende, con un mercato nazionale e internazionale, che hanno deciso di investire nel mondo dello sport professionistico, con un livello di rischio paragonato al fatturato potenzialmente generato dall’investimento stesso.
Cosa succede invece nel mondo dello sport dilettantistico e negli sport cosiddetti minori, con le piccole e medie imprese che scelgono di sostenere e sponsorizzare le realtà sportive locali?

Ogni euro investito nello sport vale triplo

Non è un’espressione che si discosta dalla realtà, ne tantomeno un titolo a effetto.
La verità è che gli investimenti nel mondo dello sport, soprattutto in quello locale e dilettantistico, si ripercuotono in modo capillare su tutto il tessuto cittadino. Oltre che sulla filiera sportiva, si diluisce nelle trame sociali del territorio e tra le persone che lo vivono quotidianamente.
Snocciolando un po’ di numeri, ci sono circa 8mila società sportive tra quelle iscritte nelle 42 federazioni del Coni (più altre 14 discipline associate) e tra tutti gli altri enti promotori, per un totale di quasi 1,5 milioni di sportivi in tutta la Puglia. Un patrimonio arricchito da quasi 19mila dirigenti societari, 8mila tecnici e 5mila ufficiali di gara
Nella classifica dei primi 5 Sport diffusi sul territorio regionale, per numero di “tesserati”, troviamo il Calcio (46.729), il Tennis (25.883), la Pallavolo (19.516), la Pallacanestro (16.375) e l’Atletica (13.251). Tutte discipline sportive che possiamo considerare “tradizionali” e che tendenzialmente vengono praticate presso strutture sportive più o meno complesse.
Non un dettaglio di poco conto.
In termini pubblicitari, avere a disposizione degli spazi dove confluiscono centinaia di persone ogni settimana è un valore importante per il posizionamento dei materiali pubblicitari dei brand e prodotti delle aziende. Questa costante esposizione dei nomi, dei loghi e delle immagini dell’azienda si può tramutare in aumento della riconoscibilità e propensione all’acquisto. Un banner o lo sponsor su una maglia di gara da solo però, può non bastare.
Occorre metter su una strategia comunicativa di base e avere qualcuno che la faccia seguire operativamente dall’interno o mettere le società sportive in condizione di rendere efficaci le azioni promozionali pianificate.
Bisogna esser consapevoli anche, che c’è una grossa differenza tra il “Brand Marketing” di Cocacola, TIM o Nike, che comprano spazi pubblicitari sui canali di maggior afflusso, spendendo una marea di soldi, per rimanere fissati nella memoria delle persone e il “Direct Marketing” delle aziende che hanno meno di 5 zeri a disposizione per il budget in comunicazione. Questo secondo tipo di approccio si avvale di una strategia crossmediale (utilizzando canali online e offline) programmata nel tempo, per diffondere in maniera capillare, un messaggio promozionale con un esplicito richiamo all’azione (ad es. “clicca per ottenere uno sconto del 20% sul primo acquisto”, oppure, “Vieni in negozio, per tutto il mese, prodotti i vetrina a metà prezzo”). Questo è il più efficace e il più remunerativo sistema per trasformare uno spettatore o un’atleta della stessa associazione, in un futuro cliente.
Questo lo diciamo non perché è il sistema che propone SportinPuglia a chi vuole investire nel mondo dello sport pugliese, ma bensì, perché, tutte le aziende di successo, tutte le campagne pubblicitarie che hanno ottenuto risultati importanti hanno basato i propri obiettivi comunicativi sull’ottenere delle risposte dirette dalle azioni di marketing.


L’incentivo fiscale come ulteriore leva per investire nello sport

La crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria e dal periodo di lockdown, potrebbe far desistere circa 50mila associazioni sportive in tutto il territorio italiano, nell’iscrivere le squadre ai campionati agonistici o addirittura far stoppare completamente l’attività associativa.
Il motivo cardine di questa allarmante moria è rappresentato dalla possibilità che le aziende decidano di limitare le sponsorizzazioni verso le società sportive, che è il principale mezzo di sostentamento delle associazioni seguito dalle quote annuali d’iscrizione.
Oltre a questi 5 buoni motivi, cosa potrebbe, quindi, convincere le aziende a continuare ad investire nello sport e sostenere le società sportive?
Intervistato dal Sole24ore, Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro di calcio, ritiene che uno strumento interessante in mano alle aziende possono essere l’incentivi fiscali che premiano le aziende che decidono di attivare delle campagne pubblicitarie attraverso le società e associazioni sportive. Inoltre, come precisato anche dai consulenti del presidente, Pasquale Salvatore e Davide Rotondo, “l’incentivo è riconosciuto mediante il credito d’imposta. Un meccanismo già utilizzato in editoria e molto efficace in un momento in cui le società sono in crisi di liquidità. Nel dettaglio si parla di un’agevolazione del 30% degli investimenti effettuati, con un incremento al 40% nel caso di campagne realizzate mediante strumenti digitali, e un ulteriore 20% nel caso di investimenti fatte da microimprese, PMI e startup innovative del territorio”.

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