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Il cucchiaio in semifinale agli Euro 2000!

6 Apr 2020 | Racconti

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La semifinale Italia-Olanda agli Euro 2000 di Belgio e Olanda verrà ricordata per diversi motivi: l’espulsione di Zambrotta nel 1° tempo; una gara esemplare di Toldo, messosi in luce grazie anche al rigore parato a De Boer durante i primi 45 minuti di gara; per la vittoria della Nazionale e per il coraggio e l’intraprendenza di Francesco Totti.
I tempi regolamentari e supplementari si concludono a retti inviolate, quindi si va ai rigori.
Il primo rigore lo tirò Di Biagio fu un gran rigore, potente e angolato: gol. Il primo rigore dell’Olanda lo tirò de Boer, che già se ne era fatto parare uno da Toldo nel primo tempo. Toldo gli parò anche questo. Il secondo rigore per l’Italia, invece, lo segnò Gianluca Pessotto, tirando praticamente senza rincorsa. L’Olanda sbagliò anche il secondo rigore: lo tirò Jaap Stam, che mandò la palla altissima sopra la traversa Il terzo rigorista degli azzurri fu Totti, prima di dirigersi verso il dischetto, confidò all’amico Di Biagio: “Mo je faccio er Cucchiaio“. Così fu: van der Saar beffato dallo scavetto e Italia in finale dopo un match epico.
Dopo il gol di Totti, Kluivert segnò l’unico dei sei rigori tirati dall’Olanda in quella partita. Per ultimo, per l’Olanda, tirò Paul Bosvelt, prese una ricorsa lunghissima ma tirò male, facendosi prendere il tiro da Toldo, era il terzo rigore parato da Toldo: l’Italia aveva vinto la partita, qualificandosi per la finale contro la Francia.
Durante quella partita, di fatto, Totti legittimò il cucchiaio come tecnica indiscussa e ne fece la sua caratteristica principale. Un gesto a metà strada tra il coraggio e l’incoscienza. A insegnargli questa tecnica era stato Rudi Völler alla Roma. Quell’episodio per Totti fu un momento d’ispirazione, infatti, nel 2005 scrisse anche un libro intitolato proprio “Mo je faccio er cucchiaio”, ed ebbe un enorme successo.
Questo il dialogo a tre (con Di Biagio e Maldini), tra leggenda e verità, prima della lotteria dei calci di rigore.
Di Biagio si rivolge a Totti: “A Francé, io c’ho na paura”
Totti: “Eh, a chi lo dici, ma hai visto quant’è grosso quello?” (riferendosi al portiere olandese Van der Sar)
Di Biagio: “Ah, così m’incoraggi?”
Totti: “Nun te preoccupà, mo je faccio er cucchiaio”
Maldini: “Ma che sei pazzo? siamo a una semifinale degli europei!”
Totti: “Se, se, je faccio er cucchiaio!”.

Prima del numero 10 giallorosso solo il ceco Antonìn Panenka era stato così coraggioso da calciare un cucchiaio agli Europei, nella finale del 20 giugno 1976 contro la Germania Ovest. Dopo Totti è stato il turno di Zidane, Pirlo e altri…non a tutti, però, è andata bene. Mai come in questo caso, tra gloria e figuraccia il confine è così labile.

LA TECNICA

Effettuato in movimento o durante un rigore, il segreto del cucchiaio sta nell’arrivare bene sopra il pallone e calciarlo con il collo del piede; la sua buona riuscita dipende poi da quanto il calciatore riesce a fingere un tiro normale davanti al portiere o quanto riesce a giocargli l’effetto sorpresa. Se per esempio il portiere si aspetta un cucchiaio e non si lancia a terra, molto probabilmente quel tiro verrà parato.
Oggigiorno la tecnica del cucchiaio è molto famosa, tuttavia si cimentano in pochi perché è un colpo che richiede elevate capacità tecniche ed un discreto coraggio. Un campione che ha fatto un cucchiaio impeccabile è Andrea Pirlo durante la partita Italia – Inghilterra degli Europei 2012. Il suo rigore è stato perfetto, quindi il suo cucchiaio sarà tra quelli che passeranno alla storia.

Redazione 

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